Venerdì 12 Dicembre, alle ore 17.30, Simone Civitelli presenta il suo nuovo libro “Trincea domestica”, Marco Serra Tarantola editore.
Dialoga con l’autore il giornalista e attore Sergio Isonni.
In un’estate immobile, soffocata dal caldo e dal silenzio, il signor I osserva il cielo dalla sua stanza come se potesse trovarvi un senso, o almeno una tregua. Ma là fuori, nel suo quartiere periferico, il mondo continua a muoversi e a minacciarlo.
Un chihuahua che abbaia senza sosta, una vicina invadente, un cantiere che avanza: piccole crepe nella quotidianità che per lui diventano fenditure nel fragile equilibrio della mente.
Trincea domestica è il ritratto spietato e tenero di un uomo che si è barricato dentro la propria solitudine, trasformando la casa in un rifugio e una prigione. Mentre il mondo cambia intorno a lui, il signor I scivola in un labirinto di pensieri ossessivi, sospeso tra realtà e delirio, tra la paura del presente e il rimpianto di ciò che non è mai stato. Con una scrittura densa e visiva, l’autore scava nella psicologia di un emarginato dei nostri tempi, restituendoci un racconto di inquietudine contemporanea, dove la periferia diventa metafora dell’animo umano: fragile, isolato, in perenne difesa.
Nato tra i colli romagnoli e trasferitosi a Brescia in tenera età con la famiglia, Simone Civitelli interrompe la sua formazione scolastica per disillusione e ribellione al sistema. Gli ambienti underground d’Europa diventano la sua palestra formativa.
Autodidatta, affamato di sapere e cultura, il suo amore per la letteratura non smette mai di crescere. Cominciato in pubertà con i classici russi spazia poi tra i più disparati generi passando per autori come Benni, Marquez, Bunker e Ballard, mentre coltiva la sua giovanile e viscerale passione per la prosa lovercraftiana.
Arrivato l’amore condivide le sue passioni con la compagna, girando il mondo per provare a toccare più continenti possibili e accumulando varie e multiformi esperienze lavorative, dal magazziniere in Australia all’albergatore a Panama.
Diventato padre, torna in pianta stabile a Brescia e nell’edicola dove lavora prendono forma i suoi grotteschi personaggi, ispirati dal proprio vissuto e da quell’humus antropologico nascosto che vive sotto il cemento del centro cittadino.