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Il libro di Angela Bacchi Mai affronta con sguardo lucido e partecipe numerosi temi di attualità, osservati attraverso la lente personale dell’autrice e intrecciati con episodi del passato che abbracciano il periodo tra gli anni ’40 e ’70. Ambientati in una realtà povera e rurale, questi racconti non hanno soltanto valore documentario o nostalgico, ma servono come strumenti di confronto con il presente, con la nostra realtà contemporanea e digitale.
Attraverso questo raffronto, l’autrice mette in luce le trasformazioni profonde avvenute nel linguaggio, nei costumi, nelle abitudini quotidiane e nella sfera sessuale, offrendo al lettore una riflessione critica ma empatica sui cambiamenti sociali e culturali che ci riguardano da vicino.
A fare da filo rosso al testo è la figura allegorica delicata di una ragazzina che compare e scompare lungo il racconto: un personaggio
che attraversa le pagine con la sua esperienza vissuta, diventando simbolo della continuità tra passato e presente, dell’innocenza
e della consapevolezza in divenire.
In alcuni capitoli, l’autrice stessa entra in scena in prima persona, con riflessioni e considerazioni sull’oggi, guidata da un costante interesse per la ricerca spirituale.
Questo percorso si incarna nella figura allegorica el “povero cristo”, personaggio simbolico che, con le sue parole e pensieri, dà voce – finalmente – a ciò che milioni di persone sentono, pensano, ma spesso non riescono o non possono esprimere apertamente.
